mentre mi crogiuolo tra progetti di eremitaggio e investimenti, nella consapevolezza di uno stipendio che non arriva e di un mondo che a singhiozzi mi fa vomitare....tra la frustrazione di una psicosi urbana e lidillio che sfuma in lontananza di un rifugio tra le nevi perenni....leggo
Leggo di tutto, soprattuto.
Sopra tutto le etichette, poi alcune cose sul web, se c'e' tempo le pagine gialle .
Oggi ho anche preso 3 libri in prestitto in biblio teca. Nuto Revelli, il mondo dei vinti e alcuni manuali inutili che penso restituiro' intonsi.
Ma ecco invece che scrive un giornalista visitando santarosa.....
Ah...ho sognato Natividad...aveva il pelo negro...como le cajiva bien!!Ricordo un abbraccio immenso fortissimo materno, accanto a lei angelita, la bruja.
Giusto il tempo di un'abbraccio....poi la polvere e il sole risucchiamo l'immagine.
Un chancho attraversa la strada.
Chancho, chancho chanco chancho!!!!!!!!!!!!!!grida a perdifiato la chela.
Y yo, me como galletas y leche encima de mi amcas, sobreviviendo a los alacranes.
Buona lettura.
Por las madrugadas aún se puede escuchar el ¡quiriquiquí! de los gallos, confundido con el motor del molino, las campanas de la vieja iglesia, repicando para llamar a los feligreses a la misa de las seis, los pequeños finqueros vendiendo por litro la poca leche que logran sacar de las ubres de las vacas y las estampas de los personajes infaltable, como el barbero, el herrero, los panaderos, güiriseros y los viejos mineros contando cuentos de “aparecidos”.
Ese es Santa Rosa del Peñón. Un pueblito de la zona seca de León que, a pesar de estar sobre grandes yacimientos de oro, cal y yeso, aún continúa sumido en el atraso y el abandono, cual pareciese el “Macondo”, de Occidente.
Su población, de unos 10, 200 habitantes en todo el municipio, vive
principalmente de la agricultura, pero los malos inviernos y la sequía han provocado mayor pobreza entre la población que se mantiene además de la cría de animales como cerdos, gallinas y un poco de ganado.
Pero lo que hace atractivo a este pueblo es precisamente su gente y sus
costumbres provincianas.
Santa Rosa del Peñón es un municipio del Departamento de León que en la década de los años 70 vivió su época de oro con la explotación de la mina La India. En la actualidad se explota una mina de Yeso en los alrededores de su
cabecera municipal, pero la población necesita de mayores fuentes de trabajo.
Este pintoresco pueblo está ubicado a 186 kilómetros de Managua y a pesar de estar rodeado de montañas despaladas, el casco urbano es uno de los mejor arborizados que tiene la región.
Muchas de las calles de este pueblito están adoquinadas y por todos lados se pueden apreciar la llegada de pobladores de las comarcas con sus mulas cargadas de productos, especialmente de las zonas donde la sequía no afectó tanto la cosecha de frijoles y maíz, productos que la población está demandando actualmente.
Por eso, cuando el visitante entra por primera vez a este pueblo, se lleva la impresión que está entrando a un pueblo del Oeste norteamericano, donde las calles estaban atestadas de caballos amarrados junto a los estancos y tiendas, sólo que, no se ve por ningún lado a un solo pistolero, pues los habitantes de Santa Rosa son gente pacífica y dedicada al trabajo.
Aunque este municipio cuenta con la mina de yeso más grande del país,
paradójicamente es la única cabecera municipal de Nicaragua que no cuenta
con teléfono, ya que desde hace seis meses el gobierno cerró las oficinas de
Telecomunicaciones y Correos (Telcor), dejando a toda la población incomunicada.
http://www.manfut.org/leon/santarosa.html
FLORES: donne e minori dal mondo
Rassegna di Cinema Documentario a Torino
II edizione
Torino 1° marzo - 19 aprile 2007
cinema teatro Baretti via Baretti 4 Torino
Auditorium della Provincia di Torino via Valeggio 5 Torino
Dar al Hikma via Fiocchetto 15 Torino
1° marzo cinema teatro Baretti ore 21,15
Perchè le donne non fanno la guerra? di Manuela Pecorari e Nicola Nannavecchia
(Italia, 2004,
Il film è nato dalla curiosità di sapere se le donne, che della guerra sono spesso le prime vittime, possono essere in qualche modo migliori degli uomini, al governo e per mantenere la pace. Il documentario è una sorta di puzzle di ricordi, di immagini e interviste a donne che hanno vissuto il conflitto nella ex Jugoslavia (1991-1999): si tratta di donne che hanno dovuto fare delle scelte, spesso anche difficili, di donne che hanno cercato un po’ di decenza in una situazione che poteva dare solo morte e distruzione. E di donne che hanno affrontato la guerra a modo loro: combattendo come gli uomini o continuando il loro lavoro e rimanendo mogli e madri, per ricominciare dalle piccole cose.
Perchè le donne non fanno la guerra.
Intervengono gli autori, e Paola Feo per Emergency Torino
10 marzo Auditorium della Provincia di Torino ore 16,00
Proiezione nell’ambito delle manifestazioni per
Bellissime di Giovanna Gagliardo (Italia, 2005,
La storia d’Italia dagli anni Sessanta ad oggi vista attraverso la storia delle donne, le loro lotte, i loro movimenti, le loro aspirazioni, i loro errori. Il tutto narrato utilizzando filmati di repertorio e i programmi di quel grande omologatore culturale che è la televisione: un film tutto da discutere, una proiezione-fiume che diventa un’occasione per riflettere anche sul senso delle manifestazioni per la giornata delle donne.
La storia fatta e vista dalle donne:
Intervengono l’autrice, Aurora Tesio, assessore alle Relazioni Internazionali e alle Pari Opportunità della Provincia di Torino e Francesca Paci
15 marzo cinema teatro Baretti ore 21,15
Un’altra storia di Marco Battaglia, Gianluca Donati, Laura Schimmenti, Andrea Zulini
(Italia, 2006,
Sicilia 2006. Inizia lo scontro elettorale per
Film vincitore del Concorso Doc 2006 al 24° Torino Film Festival.
La politica al femminile: chi è diverso da chi?
Intervengono Rita Borsellino e una rappresentante di Libera
22 marzo cinema teatro Baretti ore 21,15
perryfarrell di Giovanna Sonnino (Italia, 2006,
Catania, oggi. Tradizioni vecchie e nuove che scandiscono un quasi "terzo mondo" dove l'unica certezza è un vulcano in eruzione. Un documentario disperatamente sincero sul profondo sud che puo’ incantarti alla processione di Sant'Agata e costruirti un sofisticato processore nella silicon valley catanese. Un rapsodico atto d'indagine in cui la telecamera passa di mano in mano, di faccia in faccia, di corpo in corpo per rivelare una Sicilia contemporanea e inamovibile. Tutto sotto la figura incombente di un'icona del rock maledetto, il cantante Perry Farrell che qui diventa il simbolo di un'impossibile ribellione. Un canovaccio improbabile, sensuale e squinternato, politicamente scorretto come la vita.
La libertà è una telecamera sempre accesa...
Interviene Giovanna Sonnino
29 marzo cinema teatro Baretti ore 21,15
La stoffa di Veronica di Emma Rossi Landi e Flavia Pasquini (Italia, 2005,
Veronica è una donna rumena di 39 anni, detenuta nel carcere femminile della Giudecca, a Venezia. Ha confezionato da sola, a mano, abiti sontuosi, su modelli originali dal ‘400 al ‘900 da presentare in una grande sfilata che avrà luogo fuori dalle mura del carcere. Con grande talento cuce concentrata, puntuale e precisa. Il film racconta la storia degli sforzi sostenuti per ottenere il permesso premio e l’entusiasmante momento dell’uscita e della sfilata, in cui le stoffe broccate, le sete e i merletti diventano lo strumento e il simbolo della forza reattiva di Veronica. La stoffa di Veronica è un film sulla forza di volontà, il ritratto poetico e ironico di una donna determinata che si muove da sola, lontano dagli stereotipi e da ogni autocommiserazione. Un modo di vedere la vita che forse noi, più ad occidente, abbiamo dimenticato.
Il carcere non è la soluzione...
Intervengono l’autrice, una rappresentante di Amnesty International e alcune donne che hanno vissuto l’esperienza del carcere.
5 aprile cinema teatro Baretti ore 21,15
A scuola di Leonardo Di Costanzo (Italia, 2003,
Napoli, scuola media Nino Cortese. La vita nelle classi e nei corridoi di una scuola dove insegnanti e preside, in completa assenza delle istituzioni, riempiono di senso con il loro lavoro, l’istituzione della scuola dell’obbligo. Nella periferia di Napoli la scuola è l’ultimo baluardo dello Stato, una trincea dove si affronta il conflitto tra la mancanza dell’idea di bene pubblico e le norme di convivenza civile. Il lavoro dell’insegnante è sempre meno quello di insegnare e sempre più quello di educare: uno sforzo quotidiano e sfibrante per tenere i ragazzi dentro la scuola.
La scuola difficile
Intervengono l’autore, dirigenti scolastici, insegnanti e allievi di alcune scuole medie inferiori di Torino.
12 aprile centro culturale italo-arabo Dar Al Hikma ore 21,15
Tra Genova e Fez di Vincenzo Mancuso (Italia,
Dai vicoli della Medina di Fez ai vicoli di Genova: quattro fratelli raccontano il loro processo di integrazione in Italia. Figli di uno dei primi immigrati marocchini che negli anni ’70, ignaro di distanze e costi di un Paese sconosciuto, spese tutti i suoi risparmi per pagare un taxi che lo portasse da Roma a Genova. Ma la storia di Lahcen Khay è destinata a rappresentare anche il coronamento di un sogno che accomuna tutti gli emigranti: negli anni trascorsi a Genova è
riuscito ad aprire un’attività commerciale e a crearsi una famiglia, così che alla fine degli anni ’90 ha deciso di ritornare a Fez da uomo “ricco”. Lahcen racconta le difficoltà del ritorno e il suo spaesamento: dopo 30 anni in Italia nel suo Paese ha dovuto crearsi un’altra nuova vita....
Andare e tornare: la vita di un emigrante fortunato.
Intervengono l’autore e Younis Tawfik.
19 aprile centro culturale italo-arabo Dar Al Hikma ore 21,15
Cousines di Lyes Salem (Algeria-Francia, 2003,
Driss torna ogni anno ad Algeri in vacanza; il calore e la spontaneità di ritrovarsi con genitori e parenti. Lui che vive a Parigi ha tutta la simpatia delle cugine che lo sentono più aperto e sensibile ai loro problemi. La linea che divide il mondo degli uomini da quello delle donne si è fatta ancora più netta in città con la minaccia integralista. Su questo argomento Driss prende posizione e si scontra con il cugino Amrane.
Conversazioni con Giorgina di Corrado Iannelli e Officina Parini (Italia 2006,
Giorgina Levi e un gruppo di donne straniere si incontrano, chiacchierano, si raccontano. Le loro storie e le loro esperienze, così lontane nel tempo e nello spazio, si incrociano e a volte si specchiano. Alla narrazione di Giorgina, della sua vita intensa e avventurosa, fanno da contrappunto le voci di donne migranti di oggi. Giorgina Levi è nata a Torino, dove tuttora vive, nel 1910. Insegnante, saggista, storica delle fonti orali, ha svolto un’intensa attività politica come Consigliere Comunale e come Deputato al Parlamento.
Storie di esilio e migrazione Intervengono Giorgina Levi, alcune protagoniste di Conversazioni con Giorgina e l’Officina Parini.
Ingresso libero
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La rassegna FLORES è realizzata da:
M.A.I.S. Movimento per l’Autosviluppo, l’Interscambio e
via Saluzzo, 23 10125 Torino 011 657972 info@mais.to.it; www.mais.to.it
con la collaborazione di:
PUNTODOC, documentazioni visive
via Mazzini, 50 10123 Torino 011 8125778 puntodoc2005@libero.it
Associazione DOCUME’ circuito indipendente del documentario etico e sociale
via San Pio V, 14c 10125 Torino 011 6694833 www.docume.org
Associazione BARETTI
via Baretti, 4 Torino 011 655187 info@cineteatrobaretti.it www.cineteatrobaretti.it
LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
via Quattro novembre, 98 00187 Roma libera@libera.it; www.libera.it
Associazione ALMATERRA
via Norberto Rosa 13A 10154 Torino 011 2464330 www.arpnet.it/alma alma@arpnet.it
DAR AL HIKMA Centro Culturale Italo-Arabo
via Fiocchetto, 15 10152 Torino 011 5216496 daralhikma@tiscali.it
SCAMBIAIDEE, associazione di donne per le donne.
Via Mazzini 44 10123 Torino 011 8390905 scambia_idee@yahoo.it
....no son muertos los que descansan bajo la tumba fria,
muertos son los que tienen el alma frìa y aun viven todavìa....
Rieccomi..
dall'ombelico delle americhe...
alla grande anestesia torinese...
NON SI VIVE IL PROPRIO TEMPO, E' UN PROBLEMA DI SPAZIO...
La PACHAMAMA è DAPPERTUTTO...BASTA SAPERLA COGLIERE....
hasta presto nuevo mundo....
sarinka
Che palle.
o meglio che PALME..... sono in attesa,sospesa tra i puntini di sospensione di una lista di attesa per imbarcarmi su un volo di ritorno.
Dannata AIRMADRID...ma dico io che sfiga e' questa?? Ieri mi sono concessa una ultima gita al mare, a salutare l'oceano pacifico e la sua fragorosa potenza...adios Las Peñitas!!Ho salutato l'hotelito el oasi e la doña che cucina il pesce fritto sulla spiaggia , ho salutato anche il pesce fritto, due libbra di pardo blanco giacciono in fondo al mio stomaco (ops, quasi intestino...).
Da ono a Managua tutto il di'...accompagno l'ultima italiana che parte, nonche' mi jefa...e poi mi metto ad aspettare pazientemente, a bighellonare nella grande periferia vestita a natale, con tanto di palme con neve finta e motivetti natalizi sul ritmo di salsa!
adios, hasta pronto (tal vez).
Ruben Darìo (Poeta Nicaraguense)
Que pase lo que pase, aqui estara' mi corazon....
E' morto Pinochet, tra scontri di piazza tra festeggianti di gioia e di dolore... ma dove va il mondo??
Il nano di arcore pare che ci abbia il pis meker... no comment...
L'Air Madrid è fallita due giorni fa, buttando in mezzo all'atlantico il mio programma vacanziero per evitarmi la paranoia natalizia al rientro.
Ho salutato santa rosa; la cagna di NAtividad ha fatto 4 cuccioli.
Continua e continuera' a fare caldo, qui.
Ho finito di leggere il libro di Murakami Haruki, e confermo la mia idea sulla letteratura giapponese contemporanea...(scusa fra...ma che palle!!!)
Io non so dove saro' nelle prossime settimane.
A questo punto della storia mi piacerebbe fare un bel resoconto, tirare un po' le fila del tutto...far le somme, insomma...ma non ce la faccio proprio....se devo essere sincera non ho nessuna voglia di tornare nel vecchio continente...
Ahi...l' America....
hasta pronto
quien sabe donde
quien sabe que??
Quien sas, quien sas???
Quien causa tanta alegria??
La concepcion de Maria!!!
stasera e' la festa della "purissima" cioe' l'immacolata concezione, che qui viene festeggiata in maniera clamorosa, come in nessun altro luogo al mondo. SI tratta di una cerimonia ovviamente religiosa, ma qui il senso di religione e religiosita' non ha nulla a che vedere con quello europeo , papa nazingher e company per intenderci...qui e' qualcosa che mescola il misticismo a che guevara, la solidarieta' ai tricchettracche (lo giuro i botti si chiamano davvero cosi'...) , l'allegria e i canti religiosi, il sacro al profano , pippo pluto e paperino tutto insieme a formare questa miscela esplosiva che sono i nika!!!!!!
La gente che puo' allestisce in casa propria un altare alla madonna , ovviamente piu' luci ed effetti speciali ha meglio e', poi se ci sono palle rotanti e botti a fiumi e' ancora piu' meglio, inoltre decorazioni con foglie fiori, pizzi merletti stoffe tulle....la fiera del kitch per certi versi, quasi il trash...ma in fondo molto molto vero...l'occhio ormai sa godere di tutti questi contrasti..
Dunque la gente a gruppetti va in giro per la strada e si ferma dove ci sono gli altari, qui entra e grida: quien causa tanta allegria? e da dentro rispondono la concepcion de maria, e via al festivalbar del canto religioso (3 strofe, nada mas...) e subito inizia la distribuzione dei doni....dolci , frutti, bibite, contenitori di plstic, bicchieri, piatti, flauti, matracas, nacatamales.....fine del canto, via alla ricerca di un nuovo altare dove proseguire la grideria...e tutti dopo un po' iniizano a girare carichi di sacchi pieni di ogni cosa...piu' si fa tardi piu' la gente e' carica. Questo e' il natale dei poveri per i poveri, c'e' gente che ha risparmiato un anno per poter regalare questa sera le sue 200 arance o pacchettini,...ma e' cosi' bello vedere l allegria e la solidarieta', la semplicita' della gente nei sorrisi di questa sera...la gente per la gente, ecco chi causa tanta allegria!!!